n°12

marzo 2026

CONTEMPORANEA

PERIODICO

DI RIFLESSIONE POLITICA

"Il nostro intento consiste nell'osservare la realtà con i piedi ben piantati nel presente e lo sguardo mai rivolto al passato"

by Alessandro Chelo

Perchè CONTEMPORANEA?

A cura di Alessandro Chelo

Perchè il mondo cambia con velocità e intensità inusitate, mai sperimentate fino ad oggi. Non basta dirlo, bisogna tenerne conto, bisogna adottare nuovi paradigmi e, per farlo davvero, bisogna lasciare andare le vecchie credenze e i vecchi ancoraggi. Bisogna mollare gli ormeggi e iniziare a guardare il mondo con occhi nuovi, osservando la realtà con i piedi ben piantati nel presente e lo sguardo mai rivolto al passato. Non serve rimpiangere il bel tempo andato, occorre scovare l'innovazione e comprenderla, da qualunque parte essa provenga, in qualunque forma si presenti, impegnandosi affinchè il nuovo tempo non sia terreno di rivincita, ma di emancipazione; non di recriminazione, ma di accrescimento.

IN QUESTO NUMERO:

CARO AMICO TI SCRIVO

di Alessandro Chelo

Grazie a tutti, io mollo

IL DITO E LA LUNA

di Jeremy Olek

Il fascino del NO

IL PUNTO DI VISTA

di Eglaia Tosti

Un vecchio paese irriformabile?

SOLLETICANDO

di Ghino di Tacco

In bocca al lupo

CARO AMICO TI SCRIVO

Grazie a tutti, io mollo

Di Alessandro Chelo

 

Contemporanea compie un anno di vita. Il numero zero di Contemporanea è infatti uscito nel marzo del 2025. Da allora abbiamo pubblicato undici numeri, questo è il dodicesimo. Questa iniziativa editoriale è nata da una convinzione: per capire un mondo nuovo occorre cambiare occhiali, giacchè i vecchi ci rappresentano una realtà inevitabilmente deformata.

Abbiamo cercato quindi di proporre punti di vista originali, sganciati da paradigmi superati, slogan consunti, vecchie appartenenze.

Il riscontro iniziale è stato positivo: trecento iscritti all'uscita del numero zero. Ho ingenuamente pensato che questo zoccolo iniziale, grazie al passaparola, potesse contribuire alla successiva espansione. Non è stato così ed anzi il numero di disiscrizioni supera il numero di nuove iscrizioni.

Non era il monento giusto? Abbiamo utilizzato uno stile inadeguato? Non lo so. So che questa iniziativa si è dimostrata velleitaria, quindi, come si dice a Napoli, levo mano: con questo dodicesimo numero, si esaurisce questa esperienza.

Naturalmente ringrazio davvero di cuore tutti coloro che, a vario modo e titolo, mi hanno dato una mano.

Un caro saluto a tutti!

Alessandro Chelo

IL DITO E LA LUNA

il fascino del no

Di Jeremy Olek

 

Ho passato tutta la mia vita professionale nel mondo delle imprese. Se c'è una cosa che ho sempre sopportato a stento, è la retorica della "critica costruttiva". Dietro la cosiddetta critica costruttiva ho riscontrato quasi sempre uno stertile lamento e nulla più. Eppure ho incontrato anche molti capi che si sono fatti portatori di questa retorica: voglio collaboratori critici, che mi sappiano dare torto, che mettano in discussione le scelte! Capi apparentemente illuminati, in realtà portatori di un nuovo conformismo.

Questo ha concorso a generare una cultura fondata sul lamento continuo, sulla critica a prescindere, su una falsa concezione di "franchezza", il famoso "dico quello che penso". Così il "sì" è stato bandito e chiunque lo pronunci viene additato in quanto "yes man" ed è rimasto spazio solo per il "no", o meglio per il "sì, ma" e per il "sì però": per dire davvero di no, ci vuole un coraggio che chi non sa dire sì, non ha. Tutto è messo in discussione criticamente, tutto, tranne la garanzia del proprio stipendio. Così le organizzazioni si sono riempite di ribelli garantiti.

Questa cultura in effetti pemea la società nel suo complesso e premia chiunque si renda protagonista di un gesto di apparente ribellione: una maglietta con la faccia di Che Guevara, una bandiera della Palestina, un pranzo vegano. Il ribellismo conformista trionfa.

Fra una decina di giorni, frotte di ribelli garantiti si recheranno alle urne, convinti di compiere, con l'ennesimo "no", il loro gesto di ribellione quotidiana, in realtà, esprimendo il loro conformismo sotto forma di conservazione.

IL PUNTO DI VISTA

un vecchio paese irriformabile?

Di Eglaia Tosti

 

Le istituzioni repubblicane italiane nascono nel dopoguerra sulla base del patto costituzionale fra mondo politico cattolico e mondo politico comunista. Da quel patto deriva uno Stato burocratico-paternalistico che garantisce fino agli anni sessanta un formidabile sviluppo del Paese che è passato alla storia come "il miracolo italiano".

A partire dagli anni settanta, si sono avvertiti i primi scrcchiolii e ha inizato a farsi strada la necesità di un'evoluzione verso un sistema democratico meno bloccato, che garantisse l'alternanaza fra opzioni diverse.

Bettino Craxi, negli anni ottanta, si impegnò nel favorire tale evoluzione e lavorò assiduamente per modernizzare il Paese. Larghi settori del mondo politico cattolico e comunista si opposero fieramente e, complice l'iniziativa di "mani pulite", Craxi fu fatto fuori.

Negli anni novanta fu la volta di Silvio Berlusconi, mosso dall'intento di promuovere un "nuovo miracolo italiano" attraverso la sua cosiddetta "rivoluzione liberale". Anche in questo caso, il mondo politico catto-comunista fece le barricate e, complice la persecuzione giudiziaria alla quale Berlusconi fu sottposto, dovette rinunciare a ogni velletità innovatrice.

Lo stesso Matteo Renzi, negli anni duemila, provò a strappare il testimone dalle mani di Berlusconi e a proporsi come soggetto innovatore. Ancorchè segretario del maggior partito della sinistra, il PD, dovette anch'egli fare paradossalmente i conti con l'ostracismo del mondo politico catto-comunista, al quale si aggiunse quello dello stesso Berlusconi. Anche in questo caso, la magistratura politicizzata ci mise un bel carico da novanta, così, con la sconfitta al referendum costituzionale del 2016, il suo intento innovatore naufragò.

Oggi, esattamante a dieci anni di distanza dall'ultimo tentativo e a quaranta dal primo, è il turno di Giorgia Meloni. Il referendum costituzionale relativo al tema della separazione delle carriere in Magistratura, si è inevitabilmente riempito di contenuto politico. Per la sinistra, è diventato, di fatto, un plebiscito pro o contro Meloni. In effetti in questo referendum è in gioco una posta più rilevante, la domanda politica alla quale siamo chiamati a risponedere è la seguente: ci sentiamo pronti a scavallare la fase storica del sistema catto-comunista? E' tutto qui. Basta rispondere.

SOLLETICANDO

in bocca al lupo

Di Ghino di Tacco


Che Italia sarà? Una colonia americana? Un Paese che, abbandonato dagli USA, dovrà svendersi all'impero russo? L'Italia saprà forse destreggiarsi per ritagliarsi favori da ciascuno dei Paesi egemoni (USA, Russia, Cina), senza concedersi in modo esclusivo a uno dei tre? 

Che Europa sarà? Un agglomerato burocratico senz'anima? Una federazione fra Stati diversi, gelosi della propria sovranità? Saprà invece farsi nazione?

Che mondo sarà? Di certo sarà un mondo molteplice e contraddittorio, proprio come ogni individuo che lo abita. In questo mondo ognuno di noi potrà scegliere se pretendere un mondo migliore o regalargli comunque il meglio di sè.

In bocca al lupo!

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n.6: 27 maggio 2025

n.7: 15 giugno 2025

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