Verso un mondo nuovo

Ieri ho presentato il libro Verso un mondo nuovo.

La presentazione ha avuto luogo a Genova, presso la sala polifunzionale del Mercato Orientale. E’ seguito un interessante e divertente dibattito.

La presentazione è stata condotta da Paolo Scavino e ha partecipato Paolo Gozzi.

Nella parte conclusiva dell’evento, abbiamo ragionato su come il tema della sostenibilità può essere finalizzato allo sviluppo della città di Genova.

Chi fosse interessato trova al video una sintesi della presentazione.

La transizione di genere sessuale, metafora dell’emancipazione personale

Ri-partorirsi in ciò che si è intuito di essere. E’ davvero possibile? Quanta fatica comporta?

A molti di noi sarà capitato nel corso della propria vita, di avere la sensazione di “vivere la vita di un altro”, di interpretare un “personaggio” che non ci appartiene in modo davvero autentico o che comunque sentiamo come limitante.

Questo succede quando perdiamo il contatto con la nostra molteplicità interiore, quando cerchiamo di emarginare o neutralizzare parti di noi che, per quanto difficili, ci appartengono.

L’identificazione con una parte di noi, magari con quella con cui abbiamo un rapporto più facile o che meglio risponde ai nostri condizionamenti ideologici e culturali, ci condanna a una vita inautentica: siamo dominati da ciò in cui ci identifichiamo.

Qualunque percorso di crescita personale è agevolato da un processo di de-identificazione. Siamo chiamati a liberarci dall’identificazione totalizzante con atteggiamenti specifici, idee, ideologie, prassi, passioni.

Questa scelta ci consente di entrare in contatto con la nostra molteplicità interiore e stanare quegli aspetti di noi che magari abbiamo represso, ma che in effetti raccontano autenticamente la nostra identità.

Da questo punto di vista, la presa di coscienza della propria identità sessuale e il conseguente percorso di transizione di genere sessuale, rappresenta una straordinaria metafora della capacità umana di ri-partorirsi in ciò che si è intuito di essere.

Ognuno di noi può ri-partorirsi in ciò che ha intuito di essere. Certo, non si tratta di una scelta estemporanea, si tratta semmai di un processo che prevede più fasi: ri-trovarsi, ri-pensarsi e infine ri-partorirsi. In un ciclo continuo.

Tratto questo tema nel libro Jeremy e la farfalla che volava in inverno, cercando raccontare una vicenda di transizione di genere sessuale, in modo godibile per chiunque e non solo per gli appassionati dei temi #LGBT.

Recentemente il libro è stato reso disponibile in tutti i formati: cartaceo, e-book, audiolibro:  Vai su AMAZON

 

In fondo anche i percorsi di Talent Coaching che propongo alle imprese, si fondano sull’idea di dare spazio alla propria molteplicità. Spesso infatti i nostri più preziosi talenti appartengono a parti noi che consideriamo socialmente meno convenienti e tendiamo a reprimere.

Questo tema ha molto a che fare anche con l’esercizio della leadership perché l’accettazione della molteplicità (propria e degli altri), non solo ci fa superare comportamenti stereotipati, ma ci abilita a superare l’orientamento a “etichettare”, vero e proprio killer della leadership.

Insomma, benché il libro racconti una vicenda di transizione di genere sessuale, in effetti ognuno di noi, in vari ambiti e varie modalità, può scegliere la fatica di emanciparsi verso ciò che ha intuito di essere: ri-trovarsi, ri-pensarsi, ri-partorirsi.

 

Interventi spot? No, presidio permanente

Mi occupo di leadership da quando, giovane formatore sul tema del total quality management, mi rendo conto che anche il più raffinato sistema di processi, se governato da persone poco coinvolte, non può garantire risultati soddisfacenti.

L’organizzazione per processi impone infatti un esercizio della leadership diffuso al quale nessun process owner può sottrarsi. Ma non basta. Affinché un sistema di processi garantisca risultati soddisfacenti, occorre che partecipino all’esercizio della leadership anche quelle figure che, pur non appartenendo alla struttura gerarchica del’organizzazione, si sentono di spendersi personalmente per il miglioramento dell’ecosistema-impresa.

Da qui deriva la mia convinzione che occorra potenziare la leadership di ruolo (quella dei process owner) e favorire l’eco-leadership (leadership per scelta).

Al fine di divulgare questa idea, pubblico nel 2002, con Sperling & Kupfer, La leadership secondo Peter Pan, librino che mi ha dato molte soddisfazioni e che è stato tradotto in varie lingue tra cui il giapponese e il coreano.

Mi domando allora quali modelli di leadership siano più funzionali a supportare i processi aziendali e propongo come il focus discriminante sia rappresentato dalla promozione della crescita delle persone. In fondo anche l’esercizio della leadership, come avviene per il sentimento amoroso, può generare relazioni fondate sulla promozione della libertà e del “bene” dell’altro o sulla dipendenza e la svalutazione. Propongo questo parallelismo in un seminario che ho replicato in centinaia di edizioni, Leadership e Amore, dal quale nel 2006 deriva la pubblicazione, sempre con Sperling & Kupfer, dell’omonimo libro.

Ma qual è la più potente leva per promuovere la crescita degli individui? Si è portati a pensare che la crescita di un individuo sia determinata dalla progressiva riduzione delle carenze. Col mio libro Il manager mancino (Sperling & Kupfer 2008), suggerisco l’idea che la più potente leva per promuovere la crescita delle persone, sia invece rappresentata dalla finalizzazione del talento e propongo il seguente principio manageriale: non cercare persone di talento, cerca il talento nelle persone.

Negli ultimi anni, in buona parte dedicati al talent coaching, approfondisco il tema dell’empowerment e pubblico con Feltrinelli Il coraggio di essere te stesso e Il dono dell’imperfezione, oltre a diverse opere con l’etichetta editoriale del mio Studio, Shamba Edizioni con cui pubblico nel 2021 Verso un mondo nuovo, scritto con la partecipazione di Andrea Percivalle e Monica Mazzucchelli.

Oggi sento il desiderio e la responsabilità di mettere questo patrimonio di esperienze a disposizione di quelle imprese che desiderano presidiare in modo permanente la diffusione e il potenziamento della leadership nell’organizzazione.

Come? Non tanto attraverso interventi spot, ma grazie a strumenti che favoriscono il consolidamento delle nuove pratiche.

Your Way, il percorso talent coaching volto ad alzare il livello di coscienza sulla propria sfida di crescita e sui propri fattori di successo

Empowerment System, la soluzione interamente digitale per formare i team leader a un efficace esercizio della leadership.

Verso un mondo nuovo

Un mondo nuovo sta nascendo sotto i nostri piedi e forse non ce ne stiamo davvero rendendo conto pienamente.
Possiamo scegliere di scoprirlo strada facendo o di rifugiarci nel reducismo.
Possiamo scegliere di provare a comprenderlo, di apprezzarne la portata innovativa e le opportunità che dischiude. Possiamo anche scegliere di provare a dirigerlo.
Quali atteggiamenti possono aiutarci? Come abilitare la svolta? Qual è la via da percorrere?
Mi sono posto questi interrogativi con Andrea Percivalle e Monica Mazzucchelli e insieme abbiamo provato a dare delle risposte.
Da qui nasce questo nuovo libro, Verso un mondo nuovo.

Ecco i titoli dei nove capitoli:

  • Gettare le vecchie maschere
  • Cogliere la bellezza della nuova epoca
  • Guardare le persone a tutto tondo
  • Esercitare il proprio potere
  • Affermare il “pensiero per”
  • Omaggiare il talento di ciascuno
  • Spolverare la linea di partenza
  • La svolta
  • La via

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La promozione è limitata ai primi 50 “riscatti” e termina il giorno 20 ottobre.

Cambiamento culturale: che fare?

Lo scenario oggi:

  • La leadership esercitata dalla sola “gerarchia aziendale” non è più sufficiente: occorre coinvolgere sul piano della leadership una porzione più ampia della popolazione aziendale.
  • La qualità del team working influisce pesantemente sui risultati aziendali: le organizzazioni assomigliano sempre più a “federazioni di team”.
  • Il nuovo scenario, rappresentato dal “lavoro agile” e dalle “organizzazioni liquide”, presuppone uno stile di leadership di stampo umanistico, incentrato sul coinvolgimento e sulla promozione della crescita delle persone, del senso di responsabilità e autonomia individuale.
  • I responsabili dei diversi team, i team leader, costituiscono il sistema nervoso delle organizzazioni: la team leadership è divenuta una competenza cruciale al fine del cambiamento culturale.
  • I team leader dispongono normalmente di adeguati strumenti sul piano del team management: troppo spesso invece l’esercizio della team leadership è lasciato alla buona volontà del singolo team leader.
  • La formazione dei team leader è dunque cruciale per assicurare futuro alle organizzazioni.

Occorre introdurre un nuovo modello di leadership. Esso è rappresentabile come un processo e si fonda sui seguenti principi:

  • Il team è un’integrazione di competenze e attitudini funzionali alla realizzazione di un progetto condiviso.
  • La team leadership prevede l’utilizzo di strumenti come il talent identification e il team talent identification.
  • Per incrementare le prestazioni del team, il team leader è chiamato a aiutare ogni team member a finalizzare i suoi fattori di successo, ma anche a favorire i fattori d’eccellenza del team. La tecnica di “talent identification” ha l’obiettivo di potenziare i fattori di successo di ogni team member. La tecnica di “team talent identification” ha invece l’obiettivo di potenziare i fattori d’eccellenza del team.

Il nuovo paradigma si incentra su un principio di fondo: gli individui crescono più potentemente investendo sui propri fattori di successo che non sui propri “gap”, le organizzazioni anche. Come detto, il processo prevede attività di team e attività one to one.
Il nuovo modello chiama i team leader a condurre efficacemente le seguenti attività:

Attività verso il team nel suo complesso

  • meeting di allineamento sulla sfida di team e sull’atteggiamento da adottare (Identity Meeting)
  • meeting periodico di potenziamento dei fattori d’eccellenza (Team Laboratory)
  • meeting di valutazione dei risultati di team (View Point Meeting)

Attività verso ogni singolo team member

  • incontri one to one di definizione della sfida di crescita e conseguente patto reciproco (Empowerment Pact)
  • incontri periodici one to one di identificazione e potenziamento dei fattori di successo individuali (Accompanying)

Grazie a Empowerment System, è oggi possibile introdurre con successo questo nuovo modello nelle organizzazioni.

Empowerment System è una soluzione integrata, interamente digitale, che forma e abilita i team leader a un esercizio strutturato e umanistico della leadership.
Si compone di tre attività:

  • e-learning individuale
  • coaching online di gruppo
  • webApp di supporto

E LEARNING, per apprendere:
Il percorso formativo in e-learning (sei moduli), si fonda sui passi fondamentali del processo della team leadership secondo Empowerment System. I team leader seguono individualmente il percorso formativo, programmando i moduli in autonomia, secondo le loro necessità di apprendimento.
GROUP COACHING, per contestualizzare:
Prevede una sessione di group coaching online tra un modulo in e-learning individuale e il successivo, al fine di contestualizzare gli apprendimenti e condividerli con gli altri team leader coinvolti nel progetto.
WEBAPP, per finalizzare:
Rappresenta il valore aggiunto al percorso formativo: un vero e proprio assistente virtuale ai team leader nella fase di applicazione.

Verso parole nuove

I nuovi modelli di leadership indotti dalla nuova epoca, necessitano di nuove parole.

Per fare ciò, occorre trovare il coraggio di andare oltre le parole vecchie alle quali ci siamo tanto affezionati.

Ci sono parole belle dell’epoca passata che sono diventate inattuali o quantomeno insufficienti.

Tra queste ne cito tre: passione, rispetto, obiettivi.

Con quali parole possiamo sostituirle? Al video provo ad argomentarlo.

2021, l’anno della rigenerazione

Quando finalmente avremo alle spalle l’emergenza che ha segnato questo ultimo periodo, potremo scegliere cosa tenere delle esperienze che siamo stati “costretti” a fare.

Certamente faremo tesoro delle esperienze relative al lavoro in remoto.

Altrettanto certamente sentiremo il bisogno di una rigenerazione vera, lontani dal monitor del PC, ma anche delle sale meeting aziendali.

Proprio a questo serve il Safari Coaching, a rigenerarsi.

Una settimana in Kenya in compagnia del tuo coach.

Ho dedicato una pagina del sito a questa proposta. Qui puoi approfondire.

Filantropia, un’altra parola da sdoganare nel linguaggio manageriale.

Il nuovo tempo che stiamo imparando a conoscere, ci induce a immaginare modelli di leadership fortemente orientati al caring. Così si parla di leadership gentile, di leadership umanistica, di leadership materna. Proprio ragionando intorno a ciò, mi sono tornate alla mente le parole finali del mio libro Il tempo della leadership, pubblicato con Guerini NEXT nel 2015. Le ripropongo nel seguito.

Occorre superare la tentazione di attendere che cambino “tutti”, che si determinino le condizioni favorevoli, che si consolidi davvero questo nuovo tempo con cui  fare i conti.

No, il futuro non si costruisce attendendo la nuova era, ma vivendola e plasmandola, dandole una direzione.

Il nuovo paradigma manageriale necessita dunque di un atteggiamento abilitante. Esso è sostanzialmente riconducibile a una parola molto impegnativa: filantropia. Come è noto, questa parola deriva dal greco e unisce le espressioni amore e esseri umani.

È possibile desiderare autenticamente la crescita degli altri, aiutarli a ricercare i propri talenti e a esprimere il meglio di sé, se non si è mossi da un sentimento di amore verso le persone? Se non si è capaci di appassionarsi alla loro vicenda umana? È possibile mettersi al servizio degli altri per aiutarli a realizzare i loro desideri, senza adottare nei loro confronti un atteggiamento autenticamente benevolo?

Il nuovo paradigma manageriale non può dunque che fondarsi su un atteggiamento filantropico.

Lo so, può suonarci strano, può sembrarci distonico rispetto a un mondo che, secondo un certo stereotipo, sarebbe sempre più cinico e arido. Non è così. L’epoca 4.0 ci chiama a dare il meglio di noi stessi col coraggio di scelte e atteggiamenti non convenzionali. Ci chiama a non nasconderci, ad alzare la testa, a non rinunciare alla nostra più autentica essenza e a ripudiare i facili alibi che delegano agli “altri” le nostre possibilità di successo.

Il mondo digitale spalanca le porte a un uomo nuovo, un uomo planetario che sa accettare e valorizzare la diversità, ma, proprio per questo, rifiuta ogni omologazione. 

L’uomo nuovo sa mettere al centro della propria attenzione il talento proprio e degli altri e rifugge le etichette totalizzanti.

Così facendo, possiamo scegliere di non limitarci a mettere in gioco noi stessi, possiamo scegliere di aiutare le persone che lavorano al nostro fianco a fare altrettanto: la nuova epoca ci chiama dunque a un abbraccio solidaristico con le persone che ci stanno intorno, per aiutarle a crescere e a trovare il coraggio di finalizzare i propri talenti. 

Solo così, potremo voler bene a questo nostro tempo e provare a viverlo fino in fondo, senza alibi e senza paure.

Nel nostro ruolo di manager, possiamo concorrere in modo determinante a dirigere questa nuova era in una direzione umanistica in cui l’innovazione tecnologica, organizzativa e comportamentale sia messa al servizio degli individui, della loro crescita e della loro realizzazione, ben consapevoli che le persone non si realizzano tanto soddisfacendo i propri bisogni, quanto realizzando i propri desideri.

Ecco perché è necessario essere il cambiamento che si vuole vedere nel mondo. Solo così potremo vivere nel qui e ora, solo così potremo concorrere a fare di questa nuova epoca una gran bella epoca, solo così potremo partecipare a questa fase straordinaria ed entusiasmante dell’emancipazione dell’Uomo sul Pianeta.

Certo, non basta parlare, bisogna mettersi al lavoro con coraggio e concretezza, consapevoli del potere dei piccoli gesti.

Ed ora mettiamoci dunque in viaggio nella tempesta, senza paura del rollio né del beccheggio: per chi sa fieramente navigare con la pioggia in faccia, essi detteranno il ritmo della danza.