La nuova epoca impone l’adozione di nuovi paradigmi manageriali e di una nuova concezione di leadership.
Occorre superare la concezione tradizionale del talent management.
E’ necessario fare leva sull’accompagnamento alla crescita di ciascuna persona e sul potenziamento dei diversi team che compongono l’organizzazione.
Non basta la buona volontà occorre un metodo, sono necessari strumenti concreti per gestire questo impegnati processo. Empowerment System risponde a questa esigenza.
Al video sono descritti il suo significato e il suo funzionamento.
Così come le persone non cambiano a nostro piacimento e non diventano come vorremmo che fossero, anche le nuove epoche, come appunto le persone, vanno prese “all inclusive”.
L’epoca 4.0 è fatta di movimento continuo; esso è spesso percepito come incertezza e talora come precarietà. Di fronte a questo stato di cose, le diverse generazioni hanno normalmente un atteggiamento molto diverso: gli ultraquarantenni tendono a perseverare nella ricerca di stabilità e sicurezza, i “giovani” tendono invece a mettersi in gioco nel nuovo scenario.
Mettersi in gioco, si sa, non è esercizio per tutti. Mai come oggi, per mettersi in gioco è necessario mettere al centro la ricerca del proprio peculiare “talento” e il valore della responsabilità individuale. Evidentemente non tutti sono pronti.
Sta di fatto che le imprese desiderose di essere appetibili per i giovani più disposti a mettersi in gioco, sono chiamate a mettersi al servizio del loro desiderio di sperimentazione e crescita. La nuova sfida diventa quella di far crescere il giovane aiutandolo ad essere più competitivo sul mercato del lavoro, sapendo che, paradossalmente, questo orientamento alla promozione della sua crescita (e libertà) è la ragione fondamentale per cui potrebbe scegliere invece di restare nell’organizzazione.
Tutto ciò deve portare a un totale ripensamento delle pratiche di talent management e performance management.
La pratica di talent management non dovrà più essere ispirato solo a cercare persone di talento, ma soprattutto a promuovere il talento nelle persone; la pratica di performance management non dovrà più essere incentrata sul colmare i gap funzionali agli obiettivi smart, ma sul potenziare i fattori di successo funzionali alla sfida professionale individuale.
Crescita professionale e crescita personale hanno contorni sempre più sfumati: per essere manager della nuova epoca, occorre essere uomini della nuova epoca.
Di fronte al senso di incertezza e cambiamento continuo che caratterizzano l’epoca 4.0, siamo chiamati all’adozione di un nuovo atteggiamento, siamo chiamati a superare l’illusione di poter “gestire il cambiamento” e a imparare a “vivere nel tempo che cambia”. Questo nuovo atteggiamento ci riguarda come persone a tutto tondo.
L’epoca 4.0 ci chiama a dare il meglio di noi stessi col coraggio di scelte e atteggiamenti non convenzionali. Ci chiama a non nasconderci, ad alzare la testa, a non rinunciare alla nostra più autentica essenza e a ripudiare i facili alibi che delegano agli “altri” le nostre possibilità di successo. Solo così facendo, potremo voler bene a questo nostro tempo e provare a viverlo fino in fondo, senza alibi e senza paure e ognuno potrà trovare la “sua via”. É a partire da queste considerazioni che nasce Your Way, un percorso di crescita personale destinato a tutti gli individui desiderosi di crescere.
Da molto tempo maturavo questa idea. I miei libri Il coraggio di essere te stesso e Il dono dell’imperfezione in fondo raccontano questa mia ispirazione e questo mio desiderio: mettere a disposizione di tutti gli individui la mia esperienza in materia di leadership e talento come fattori di crescita.
Your Way é un percorso di formazione individuale, finalizzato alla promozione della crescita personale ed é usufruibile da chiunque, in qualità di lavoratore autonomo, professionista od anche “privato”. É anche format ideale anche per convenzioni con dipendenti, partner, collaboratori di specifiche organizzazioni.
La nuova epoca, detta 4.0, nasce dai processi di digitalizzazione e globalizzazione: come ben sappiamo essi hanno determinato nuove relazioni tra gli individui e nuove relazioni tra ogni in divido e la società nel suo complesso.
Talora si sottovaluta la portata di questo cambiamento e si finisce per vivere la nuova epoca cercando di adattarvi i paradigmi della vecchia e rischiando così di apparire come quei soldati giapponesi che, ignari della fine della guerra, hanno continuato a “combatterla” limitandosi a nascondersi e sopravvivere nella giungla.
La sottovalutazione della portata epocale del cambiamento, porta anche a un equivoco: si pensa che il cambiamento sia sostanzialmente di tipo tecnologico. Ovviamente non è così.
Porsi su un piano più ampio e cercare di mettere a fuoco i nuovi paradigmi relazionali, ci impone di non limitarci ad adottare nuovi approcci manageriali nella gestione dei team e dei collaboratori. Non basta. Occorre ripensare anche la relazione col cliente. Occorre alzare lo sguardo verso il cliente.
Rispetto a ciò è imprescindibile un salto di qualità. Le cosiddette “tecniche di vendita” non ci aiutano più, lo sappiamo bene, sono superate. Ma abbandonare un approccio, quello del passato, serve a poco se non si afferma una nuova pratica coerente con le sfide della nuova epoca. Mentre sul piano manageriale la produzione di pensiero sui nuovi paradigmi è piuttosto vitale, sul piano commerciale non si vede granché all’orizzonte.
L’ultimo approccio strutturato alla relazione commerciale fu il Kaeser, il metodo ispirato appunto al pensiero di Gustav Kaeser. C’è così poco all’orizzonte che, paradossalmente, il metodo Kaeser continua ad essere oggi il riferimento più lucido, ancorché nato e sperimentato nella vecchia epoca. Occorre mettere mano a un nuovo approccio.
Da tempo lavoro a una nuova concezione della relazione commerciale, ne ho messo a fuoco i fondamenti e ne ho sperimentato l’efficacia in varie organizzazioni.
Il cambiamento di approccio è così rappresentabile:
DAL PIANO DELLA SODDISFAZIONE DEI BISOGNI A QUELLO DEL SOSTEGNO ALLA REALIZZAZIONE DEI DESIDERI
DAL PIANO DELLA NEGOZIAZIONE AL PIANO DELLA LEADERSHIP
DALL’ADOZIONE DI MODELLI DI COMPORTAMENTO ALLA FINALIZZAZIONE DEI PROPRI FATTORI DI SUCCESSO
Le parole-chiave sulle quali lavorare per interiorizzare questo nuovo approccio, sono le seguenti:
PERSONA
AUTENTICITA’
TALENTO
Da qui deriva il decalogo dei principi del nuovo paradigma della relazione di vendita:
Il tuo obiettivo non è vendere, è aiutare il tuo cliente a realizzare i suoi desideri
Rimani concentrato sulla relazione
Ricorda chi sei e di cosa puoi essere orgoglioso
Il cliente è meglio della percezione che ne hai
Dall’interscambio col cliente imparerai molte cose
Apprezza il cliente, ci sono mille ragioni per farlo
Quali sono i miei bisogni? Cosa desidero per lui?
Apriti a lui emozionandolo: lascerai un segno
Aiuta il cliente a raccontare il suo progetto personale
Nell’epoca 4.0, la leadership non è una competenza riservata ai soli ruoli direttivi. E’ una possibilità per chiunque voglia farsi carico del miglioramento dell’ecosistema aziendale.
Occorre accettare che nell’organizzazione ci siano persone orientate al “fare” ed altre al “farsi carico”. Queste ultime vanno sollecitate a finalizzare la loro scelta di influire sul miglioramento dell’ecosistema aziendale.
L’esercizio dell’ecoleadership si fonda su otto fondamentali principi.
Un tempo l’idea di diffondere la leadership nelle organizzazioni non era molto più che il vezzo di manager visionari.
Certo, io stesso ho vissuto esperienze entusiasmanti nei progetti di diffusione della leadership, l’EcoLeadership, ma l’obiettivo di chi sceglieva quella via era ambizioso e derivava da una visione illuminata. In fondo, non si trattava di una “necessità”.
Oggi non è più così: la leadership diffusa non è un vezzo, è un’urgenza imposta dalla nuova epoca. Non serve per differenziarsi, serve per sopravvivere.
Al video un a sintetica illustrazione delle ragioni che determinano questa necessità.
Le sfide di questa nuova epoca impongono di incentivare la crescita delle persone al fine di orientarle verso comportamenti coerenti coi nuovi paradigmi.
Detto così, sembra facile, in realtà si tratta di un impegno serio e difficile. Già, perché la formazione per come la abbiamo intesa fino ad oggi, non aiuta più a dare risposte efficaci. Le stesse iniziative di coaching appaiono talora estemporanee e molto limitate.
Allora che fare? Occorre fornire alle persone che ricoprono ruoli critici ai fini del cambiamento, un supporto strutturato, flessibile e continuativo. Possibile? Si, con un servizio di Mentor Booking.
Il mentoring è uno strumento molto potente di sviluppo personale e sta diventando sempre più popolare per l’efficacia che ha nell’aiutare le persone a portare avanti le proprie sfide professionali.
Il ruolo del mentore è quello di infondere fiducia e incoraggiamento, aiutando il suo interlocutore ad orientarsi, a credere in se stesso, a diventare più consapevole dei propri talenti.
Il mentoring presuppone un rapporto diverso da quello del coaching, meno tecnico è più libero. Il mentore può mettere a disposizione la sua esperienza e dare consigli.
Come mettere a disposizione un servizio di mentoring strutturato e continuativo? Con un format fondato sulla “formula sportello” che prevede la possibilità volontaria di prenotare in via riservata una sessione di mentoring. Ciò grazie alla certa disponibilità del mentore in una finestra temporale prestabilita e continuativa.